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10 proposte contro il dissesto idrogeologico di Badolato

InBadolato su 23 ottobre 2009 a 06:28

Poco dibattito su altri blog e nella politica del mio paese  in merito alle proposte che torno ad allegare . Sarà che stiamo in una realtà (più italiana che solo badolatese o meridionale) in cui certi temi vengono posti non prima che i disastri avvengano, ma solo subito dopo, sulla scia delle emozioni. Solo allora tutti parlano e propongono…aspettando che la quiete faccia dimenticare la tempesta.

1) Messa in sicurezza immediata delle aree più a rischio, sia della Marina (con la rimozione di terreno di riporto nelle zone critiche, specie Montemanna) che del Borgo (specie la cosiddetta “area demarcata”). Risalire alle cause delle esondazioni nell’area “167” ed avviare un programma di canalizzazioni che, con scavi mirati e poca spesa, possano ritracciare i canali naturali, se non ripristinarli del tutto (se deviati o coperti, questo è da appurare). Può essere opportuno crearne, con attenzione, di nuovi per agevolare il deflusso e la corretta raccolta acque. Monitorare gli sbocchi a mare e valutare lo studio di lavori più a monte visto che la messa in sicurezza del Torrente Barone ha riguardato l’area più a valle.

Lo stesso deve farsi per gli altri torrenti. La zona “Melindus”, di cui poco si parla è pure adiacente ad un corso d’acqua ed ha evidenziato serie problematiche, con allagamenti di abitazioni sempre per mancate canalizzazioni.

Tra le altre situazioni critiche si registrano i problemi dell’area attigua alla Ferrovia. Si appuri se sia stata operata la chiusura di alcuni scoli provocando diversi allagamenti nell’abitato. In tal caso si dovrebbe provvedere rapidamente alla loro riapertura.

Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le problematiche più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne), regionali e nazionali per gli interventi strutturali.

2) Studio sul territorio affidato ad un professionista di provata competenza o pool di tecnici ugualmente esperti ed apprezzati.

3) Creare un fondo permanente (da rimpinguare anno per anno) in apposito capitolo del bilancio comunale, di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.

4) Accertamento delle eventuali responsabilità per fenomeni di esondazioni ed allagamenti diffusi. Ciò scoraggerebbe abusi futuri. Miglioramento dell’attività di controllo anti abusivismo e di monitoraggio sul percorso dei torrenti spesso pieni di immondizia, scarichi inquinanti, scarti di varia natura ed ingombranti.

5) Massima attenzione nella redazione del nuovo Piano Urbanistico (PSC) da impostare in chiave totalmente opposta al vigente Piano Regolatore Generale.

6) Interrompere la prassi della vendita di suoli pubblici a privati.

7) Monitorare le lottizzazioni sul territorio, specie quelle su terreni argillosi o in prossimità di essi, per evitare situazioni che in futuro possano determinare rischi per la collettività.

8 ) Programmare esercitazioni per piani di evacuazione e sgombero per qualsiasi tipo di emergenza. Organizzarsi, a tal fine, soprattutto con i quartieri e le scuole.

9) Valutare la creazione di moderni sistemi di raccolta acque su modelli già adottati in taluni Comuni del Centro-Nord già colpiti da alluvioni ed esondazioni.

10) Piantumazioni di alberi già di alto fusto e di vegetazione specifica con radicamento sotterraneo in grado di limitare fenomeni franosi. L’amministrazione si attivi per incentivare gli accordi tra privati per piantumazioni nelle aree di loro proprietà (che, private o meno, possono sempre provocare danni alla collettività), anche valutando, in caso di rischi chiari e documentati, poteri sostitutivi di intervento.

Badolato, 17 ottobre 2009

A proposito di dissesto…Badolato docet (e si allaga)

InBadolato su 4 ottobre 2009 a 13:51

(La versione integrale dell’articolo che segue è su www.pdbadolato.it )

[...] Il territorio di Badolato è completamente devastato da una presenza edilizia che, al di là dell’abbruttimento della frazione marina, ha determinato gravi disservizi e problemi legati alla incolumità di molte famiglie. Durante i giorni di forte pioggia alcune di esse sono rimaste intrappolate nella zona “Tiratore”, tra due fiumi in piena, mentre nella 167, nonostante la messa in sicurezza di torrenti come il “Barone” [...] le case si sono riallagate con danni materiali per famiglie che avevano già subito l’alluvione del 2000.

A questo punto servono sia interventi immediati che strutturali. I primi per aiutare un minimo le famiglie coinvolte poiché, per questi allagamenti, c’è da ritenere che né lo Stato né la Regione metteranno a disposizione fondi. I secondi per risalire alle cause di questa nuova esondazione ed evitarla in futuro [...] nei giorni in cui il paese tornava in apprensione e molte famiglie vivevano una nuova tragedia per l’alluvione, l’Amministrazione è vergognosamente sparita [...]
La questione è grave poichè, per prassi, quando si prevedono eventi alluvionali di questo tipo scatta la cosiddetta “allerta meteo” da parte delle prefetture. Ogni “allerta meteo” viene quindi notificata dai carabinieri al sindaco, in sua assenza al vice sindaco o altro assessore. Le pessime previsioni meteorologiche, quindi, non potevano non essere note e comunque, una volta emersa la drammaticità della situazione bisognava essere presenti. [...] A Badolato no: il sindaco era a Roma. La Giunta in vacanza. Gli altri non pervenuti. Alle feste tutti presenti, nelle emergenze tutti in letargo [...]

Parlando di devastazione edilizia il sindaco-imprenditore di Badolato dovrebbe mettersi una bella mano sulla coscienza dato che (come dimostra l’ultima la vicenda sugli usi civici) la voglia di costruire sul nostro territorio non l’ha mai persa (facendoci pure una campagna elettorale sopra!). È evidente che chi ha prosperato su un modello aggressivo di edilizia privata non vuole farsi carico dei danni e dei rischi che essa comporta alla collettività. Neppure se fa il sindaco. Al riguardo, invece di sperperare soldi (come il Governicchio Berlusconi che pensa al ponte sullo Stretto mentre da quelle parti Messina frana), sarebbe bene lasciare perdere inutili e costosi progetti (come la nuova sala consiliare da 100.000 euro!) per cose più sensate.

1) Monitorare il territorio e stabilire delle priorità per la messa in sicurezza delle aree più a rischio, sia della Marina che del Borgo. Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le necessità più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne) regionali e nazionali per gli interventi strutturali.

2) Creare un fondo comunale permanente (da rimpinguare anno per anno) di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.

Tale semplice programma si dovrebbe avviare con il coinvolgimento della popolazione locale e dei tecnici del paese, con regole certe che evitino abusi ed irregolarità. Come detto (basta risparmiare i 100.000 euro della sala consiliare) i soldi ci sono. Bisognerebbe chiedersi, semmai, se in questo paese c’è un’amministrazione.

Badolato, 4 ottobre 2009

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