Poco dibattito su altri blog e nella politica del mio paese in merito alle proposte che torno ad allegare . Sarà che stiamo in una realtà (più italiana che solo badolatese o meridionale) in cui certi temi vengono posti non prima che i disastri avvengano, ma solo subito dopo, sulla scia delle emozioni. Solo allora tutti parlano e propongono…aspettando che la quiete faccia dimenticare la tempesta.
1) Messa in sicurezza immediata delle aree più a rischio, sia della Marina (con la rimozione di terreno di riporto nelle zone critiche, specie Montemanna) che del Borgo (specie la cosiddetta “area demarcata”). Risalire alle cause delle esondazioni nell’area “167” ed avviare un programma di canalizzazioni che, con scavi mirati e poca spesa, possano ritracciare i canali naturali, se non ripristinarli del tutto (se deviati o coperti, questo è da appurare). Può essere opportuno crearne, con attenzione, di nuovi per agevolare il deflusso e la corretta raccolta acque. Monitorare gli sbocchi a mare e valutare lo studio di lavori più a monte visto che la messa in sicurezza del Torrente Barone ha riguardato l’area più a valle.
Lo stesso deve farsi per gli altri torrenti. La zona “Melindus”, di cui poco si parla è pure adiacente ad un corso d’acqua ed ha evidenziato serie problematiche, con allagamenti di abitazioni sempre per mancate canalizzazioni.
Tra le altre situazioni critiche si registrano i problemi dell’area attigua alla Ferrovia. Si appuri se sia stata operata la chiusura di alcuni scoli provocando diversi allagamenti nell’abitato. In tal caso si dovrebbe provvedere rapidamente alla loro riapertura.
Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le problematiche più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne), regionali e nazionali per gli interventi strutturali.
2) Studio sul territorio affidato ad un professionista di provata competenza o pool di tecnici ugualmente esperti ed apprezzati.
3) Creare un fondo permanente (da rimpinguare anno per anno) in apposito capitolo del bilancio comunale, di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.
4) Accertamento delle eventuali responsabilità per fenomeni di esondazioni ed allagamenti diffusi. Ciò scoraggerebbe abusi futuri. Miglioramento dell’attività di controllo anti abusivismo e di monitoraggio sul percorso dei torrenti spesso pieni di immondizia, scarichi inquinanti, scarti di varia natura ed ingombranti.
5) Massima attenzione nella redazione del nuovo Piano Urbanistico (PSC) da impostare in chiave totalmente opposta al vigente Piano Regolatore Generale.
6) Interrompere la prassi della vendita di suoli pubblici a privati.
7) Monitorare le lottizzazioni sul territorio, specie quelle su terreni argillosi o in prossimità di essi, per evitare situazioni che in futuro possano determinare rischi per la collettività.
8 ) Programmare esercitazioni per piani di evacuazione e sgombero per qualsiasi tipo di emergenza. Organizzarsi, a tal fine, soprattutto con i quartieri e le scuole.
9) Valutare la creazione di moderni sistemi di raccolta acque su modelli già adottati in taluni Comuni del Centro-Nord già colpiti da alluvioni ed esondazioni.
10) Piantumazioni di alberi già di alto fusto e di vegetazione specifica con radicamento sotterraneo in grado di limitare fenomeni franosi. L’amministrazione si attivi per incentivare gli accordi tra privati per piantumazioni nelle aree di loro proprietà (che, private o meno, possono sempre provocare danni alla collettività), anche valutando, in caso di rischi chiari e documentati, poteri sostitutivi di intervento.
Badolato, 17 ottobre 2009
