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Il terzista, Mister B. e Al Capone

InPolitica su 31 ottobre 2009 a 10:31

Ieri guardavo distrattamente uno scorcio di “Nulla di Personale” la trasmissione su La7 condotta dallo pseudo badolatese Antonello Piroso. Tra gli ospiti c’era il giornalista del Corriere della Sera Pierluigi Battista. Battista (tra colleghi lo chiamano “Pigi”, quello grassoccio, capapelata, occhialini e baffo) è il tipico esempio del giornalista ignavo. Anzi, come si suol dire oggi, “terzista”.

pigi_battista

Pierluigi Battista

In tempi di guerra per bande giornalistiche, si definisce “terzista” un cronista o editorialista che non prende posizione sui fatti. Si limiti a prendere atto del loro semplice esistere e non si schiera in termini di opinione, ramazzando qua e là le ragioni ed i torti dell’uno e dell’altro. Nè a favore nè contro. Un pò a favore un pò contro.  In mezzo, così si nessuno si lamenta. E a chi non capisce una mazza delle cose in discussione piace pure di più!

Repubblica? Sta con De Benedetti!
Libero, Il Giornale? Stanno con Berlusconi!
Corriere, Il Messaggero, La Stampa? Ecco…loro son terzisti.

Magari Repubblica fa solo un discorso serio, senza separare fatti ed opinioni. Facendo quello che tutti i giornali del mondo fanno, guardando all’Italia. Tanto che Repubblica fa incetta di premi e riconoscimenti all’estero per la propria azione giornalistica. Solo chi non legge questo giornale può pensare che sia asservito ad una parte politica o all’editorie di riferimento.

Solo chi non lo legge non sa cosa e come scrivono i migliori giornalisti italiani: Giuseppe D’Avanzo, Carlo Bonini, Attilio Bolzoni, Curzio Maltese solo per fare alcuni nomi.

Repubblica resta l’unico giornale che fa davvero riflettere dopo un qualsiasi articolo di approfondimento politico. Poca cosa invece quello che leggo sul Corriere. Articoli ed editoriali ovvi. Banali.  Comodi comodi. Grigi. Ogni volta che ne leggo uno ho sempre l’impressione di aver perso tempo. Non si scava nella realtà di cui si parla. Si sta in superficie. Non si forma una coscienza civico-politica in chi legge. Ignavia.

Questa incapacità, o non volontà, di andare a fondo sulle cose mi è tornata in mente ascoltando Battista alla trasmissione di Piroso. Di fronte alle tante nefandezze che circondano il soggetto che abitualmente dimora a Palazzo Chigi, Battista si è lasciato andare allo sfogo del giornalista che invece di scoprire come stanno realmente le cose (magari bene per l’inquilino di Palazzo Chigi), si adagia sulle impressioni e dissocia completamente i fatti dalle opinioni. Elencando i reati ed i processi subiti da Berlusconi “se pure fossero la metà di quelli che lamenta il premier stesso”, dice Battista, saremmo di fronte ad un caso enorme: “Berlusconi? E manco fosse Al Capone!” ha esclamato Battista.

Azz! Pigi l’ha tirata forte stavolta. Altro che “terzista”. Ha detto proprio Al Capone!

Allora mi sono chiesto…ma se Al Capone fosse diventato premier…che cosa cazzo avrebbe fatto?

Mumble mumble…che paragone forte. Ma accetto la sfida! Devo cercare di capire che cosa avrebbe fatto Al Capone se fosse stato il nostro presidente del Consiglio.

Dunque..Al Capone presidente del Consiglio in Italia…mumble mumble…allora:

- innanzitutto avrebbe cercato di bloccare i giudici che indagavano su di lui! Prima con le buone. Avrebbe cercato di corromperli, ecco…

- Il buon vecchio Al, condannato per evasione fiscale in USA,  sarebbe intervenuto sui processi per i suoi conti esteri e le società off shore create appositamente per farci transitare i soldi per pagare politici, giudici corrotti ed avvocati mazzettari, magari già condannati con sentenze passate in giudicato assieme agli uomini del “presidente”?
Beh..banale. Sì…Al Capone lo avrebbe fatto.

- E se poi gli fosse andata male e lo avessero condannato lo stesso? Beh avrebbe sputato fango ed ingiurie sui giudici e pubblici ministeri. Come si vede nel bel film “The untouchables” (Gli intoccabili), avrebbe cominciato ad accusare i giudici che gli stavano addosso: “Tu sei solo chiacchiere e distintivo! Tu in mano non hai niente, tu non hai niente! Non hai niente, sei solo un povero stronzo, con me non ce la fai! Non hai un bel niente, buffone!” (Buffone? E pure comunista!)

- Altro? Vediamo…magari, visto che, come detto, Al Capone non era stato preso dalla giustizia americana per i reati più gravi che gli venivano contestati (non si riuscivano mai a provare) ma fu messo in gatta buia per evasione fiscale (!)…pensa in Italia) che altro avrebbe fatto? Magari un pacchetto di norme che alleggerissero i suoi reati finanziari?

Ecco, buona idea! Magari una legge che depenalizzasse il falso in bilancio!
No, meglio ancora…un bel condono fiscale!
E se avesse fatto affari fuori paese? Allora meglio ancora…una bella legge che avesse coperto il rientro di capitali illecitamente portati fuori dal paese!

Sì…lo so. So cosa mi si potrebbe obiettare: ma ti pare che Al Capone, per quanto circondato da azzeccagarbugli, (qualcuno magari pure in parlamento e fatto ministro) si sarebbe scervellato a fare tutte ste norme? Mica era uno che ci andava tanto per il sottile lui! Un taglio netto e via. Avrebbe fatto da subito una bella leggina semplice semplice. Chi fa il presidente non può essere condannato. Anzi. Del tutto “non può essere proprio processato”…ok?

Ecco cosa avrebbe fatto Al Capone. Battista non ci ha pensato ma se qualcuno glielo andasse a dire questo piccolo elenco di cose io lo so già come risponderebbe. Lo so perchè lui è terzista:  “Al Capone? Fa’ tutte ste cose? E manco fosse Berlusconi!”

posted by Nicrix
(Bαd Dεmoκrατs)

Badolato, 31 ottobre 2009

Rutelli va via dal PD: “Non ora non da solo…”

InPolitica su 26 ottobre 2009 a 16:27

Ora che Bersani  ha vinto le primarie del PD parte la rincorsa a chi lo atterra meglio. A Bersani, personalmente, mi ci sono schierato e candidato contro (avendo sostenuto convintamente  la causa di Dario Franceschini) ma una volta chiusa la volata, proprio come dice l’ormai ex segretario, si sta tutti con il nuovo leader.

Ora, che Bersani alla “prima”  da segretario ( di fronte ai micrifoni di SKY, migliore tv nel seguire gli eventi) sembrasse perfino un pò triste c’era quasi da aspettarselo. Alla prima scadenza utile perderemo un bel pò delle regioni finora governate. Il risultato del 2005 (12 a 2 in un solo giorno) sembra irripetibile. Per uno che esordisce così da segretario non proprio il Massimo…

Ma che subito parta la corsa a chi si smarca meglio, perchè (questa è la giustificazione) il partito con l’elezione di Bersani starebbe prendendo la sua deriva ideologica (per il solo fatto che lo guida un post comunista un pò meno comunista di Walter) beh…arrivati a un certo punto, poco male.

Rutelli ha già stabilito che se ne andrà con Casini. “Non ora, non da solo” battono le agenzie.

“Non ora”. E quando sennò? Sarebbe ora di farla finita con un partito che per non perdere pezzi si tiene tutto ed il contrario di tutto. Se uno sta nel PD per prendere posizioni che ne slarghino i valori fondanti fino a combaciare con l’UDC tanto vale che se ne vada subito…e possibilmente proprio con l’UDC.

Sarebbe un gesto di chiarezza soprattutto su temi etici e di coscienza, temi sensibili su cui il PD è stato davvero troppo ondivago ed il cui silenzio a tratti è stato imbarazzante. Per non dire di  chi si maschera dietro il voto “di coscienza” anche quando non c’è un problema di coscienza, ma di semplice buon senso.
“Non da solo” dice Rutelli. Non da solo? Franceschini l’ha detta giusta quando sulla legge anti omofobia, parlando del voto della Binetti assieme al CentroDestra l’ha definita “un problema…un grosso problema”.

Ecco. Rutelli non se ne vada da solo. Si porti pure Paola Binetti. Perchè chi sta con l’Opus Dei è bene vada per la sua strada, così il problema su cosa questo partito dovrà essere, su certi temi, si risolverà “non ora non da solo” una volta per tutte.

Badolato, 26 ottobre 2009

10 proposte contro il dissesto idrogeologico di Badolato

InBadolato su 23 ottobre 2009 a 06:28

Poco dibattito su altri blog e nella politica del mio paese  in merito alle proposte che torno ad allegare . Sarà che stiamo in una realtà (più italiana che solo badolatese o meridionale) in cui certi temi vengono posti non prima che i disastri avvengano, ma solo subito dopo, sulla scia delle emozioni. Solo allora tutti parlano e propongono…aspettando che la quiete faccia dimenticare la tempesta.

1) Messa in sicurezza immediata delle aree più a rischio, sia della Marina (con la rimozione di terreno di riporto nelle zone critiche, specie Montemanna) che del Borgo (specie la cosiddetta “area demarcata”). Risalire alle cause delle esondazioni nell’area “167” ed avviare un programma di canalizzazioni che, con scavi mirati e poca spesa, possano ritracciare i canali naturali, se non ripristinarli del tutto (se deviati o coperti, questo è da appurare). Può essere opportuno crearne, con attenzione, di nuovi per agevolare il deflusso e la corretta raccolta acque. Monitorare gli sbocchi a mare e valutare lo studio di lavori più a monte visto che la messa in sicurezza del Torrente Barone ha riguardato l’area più a valle.

Lo stesso deve farsi per gli altri torrenti. La zona “Melindus”, di cui poco si parla è pure adiacente ad un corso d’acqua ed ha evidenziato serie problematiche, con allagamenti di abitazioni sempre per mancate canalizzazioni.

Tra le altre situazioni critiche si registrano i problemi dell’area attigua alla Ferrovia. Si appuri se sia stata operata la chiusura di alcuni scoli provocando diversi allagamenti nell’abitato. In tal caso si dovrebbe provvedere rapidamente alla loro riapertura.

Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le problematiche più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne), regionali e nazionali per gli interventi strutturali.

2) Studio sul territorio affidato ad un professionista di provata competenza o pool di tecnici ugualmente esperti ed apprezzati.

3) Creare un fondo permanente (da rimpinguare anno per anno) in apposito capitolo del bilancio comunale, di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.

4) Accertamento delle eventuali responsabilità per fenomeni di esondazioni ed allagamenti diffusi. Ciò scoraggerebbe abusi futuri. Miglioramento dell’attività di controllo anti abusivismo e di monitoraggio sul percorso dei torrenti spesso pieni di immondizia, scarichi inquinanti, scarti di varia natura ed ingombranti.

5) Massima attenzione nella redazione del nuovo Piano Urbanistico (PSC) da impostare in chiave totalmente opposta al vigente Piano Regolatore Generale.

6) Interrompere la prassi della vendita di suoli pubblici a privati.

7) Monitorare le lottizzazioni sul territorio, specie quelle su terreni argillosi o in prossimità di essi, per evitare situazioni che in futuro possano determinare rischi per la collettività.

8 ) Programmare esercitazioni per piani di evacuazione e sgombero per qualsiasi tipo di emergenza. Organizzarsi, a tal fine, soprattutto con i quartieri e le scuole.

9) Valutare la creazione di moderni sistemi di raccolta acque su modelli già adottati in taluni Comuni del Centro-Nord già colpiti da alluvioni ed esondazioni.

10) Piantumazioni di alberi già di alto fusto e di vegetazione specifica con radicamento sotterraneo in grado di limitare fenomeni franosi. L’amministrazione si attivi per incentivare gli accordi tra privati per piantumazioni nelle aree di loro proprietà (che, private o meno, possono sempre provocare danni alla collettività), anche valutando, in caso di rischi chiari e documentati, poteri sostitutivi di intervento.

Badolato, 17 ottobre 2009

A proposito di dissesto…Badolato docet (e si allaga)

InBadolato su 4 ottobre 2009 a 13:51

(La versione integrale dell’articolo che segue è su www.pdbadolato.it )

[...] Il territorio di Badolato è completamente devastato da una presenza edilizia che, al di là dell’abbruttimento della frazione marina, ha determinato gravi disservizi e problemi legati alla incolumità di molte famiglie. Durante i giorni di forte pioggia alcune di esse sono rimaste intrappolate nella zona “Tiratore”, tra due fiumi in piena, mentre nella 167, nonostante la messa in sicurezza di torrenti come il “Barone” [...] le case si sono riallagate con danni materiali per famiglie che avevano già subito l’alluvione del 2000.

A questo punto servono sia interventi immediati che strutturali. I primi per aiutare un minimo le famiglie coinvolte poiché, per questi allagamenti, c’è da ritenere che né lo Stato né la Regione metteranno a disposizione fondi. I secondi per risalire alle cause di questa nuova esondazione ed evitarla in futuro [...] nei giorni in cui il paese tornava in apprensione e molte famiglie vivevano una nuova tragedia per l’alluvione, l’Amministrazione è vergognosamente sparita [...]
La questione è grave poichè, per prassi, quando si prevedono eventi alluvionali di questo tipo scatta la cosiddetta “allerta meteo” da parte delle prefetture. Ogni “allerta meteo” viene quindi notificata dai carabinieri al sindaco, in sua assenza al vice sindaco o altro assessore. Le pessime previsioni meteorologiche, quindi, non potevano non essere note e comunque, una volta emersa la drammaticità della situazione bisognava essere presenti. [...] A Badolato no: il sindaco era a Roma. La Giunta in vacanza. Gli altri non pervenuti. Alle feste tutti presenti, nelle emergenze tutti in letargo [...]

Parlando di devastazione edilizia il sindaco-imprenditore di Badolato dovrebbe mettersi una bella mano sulla coscienza dato che (come dimostra l’ultima la vicenda sugli usi civici) la voglia di costruire sul nostro territorio non l’ha mai persa (facendoci pure una campagna elettorale sopra!). È evidente che chi ha prosperato su un modello aggressivo di edilizia privata non vuole farsi carico dei danni e dei rischi che essa comporta alla collettività. Neppure se fa il sindaco. Al riguardo, invece di sperperare soldi (come il Governicchio Berlusconi che pensa al ponte sullo Stretto mentre da quelle parti Messina frana), sarebbe bene lasciare perdere inutili e costosi progetti (come la nuova sala consiliare da 100.000 euro!) per cose più sensate.

1) Monitorare il territorio e stabilire delle priorità per la messa in sicurezza delle aree più a rischio, sia della Marina che del Borgo. Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le necessità più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne) regionali e nazionali per gli interventi strutturali.

2) Creare un fondo comunale permanente (da rimpinguare anno per anno) di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.

Tale semplice programma si dovrebbe avviare con il coinvolgimento della popolazione locale e dei tecnici del paese, con regole certe che evitino abusi ed irregolarità. Come detto (basta risparmiare i 100.000 euro della sala consiliare) i soldi ci sono. Bisognerebbe chiedersi, semmai, se in questo paese c’è un’amministrazione.

Badolato, 4 ottobre 2009

Alluvioni sì…condoni edilizi pure.

InPolitica su 4 ottobre 2009 a 07:41

Alluvione in Sicilia: Berlusconi va…non va…forse intralcia…forse no….
Solito disastro, solite lacrime di coccodrillo. Poi ce ne si scorda fino al prossimo ma frattanto – tra un evento catastrofico e l’altro – si rifanno le simpatiche porcate cui gli italiani, brava gente popolo di santi navigatori e tanti berluscones, prestano indifferenza. Tali porcate si chiamano condoni. Edilizi, in questo caso. Berlusconi è il modelo (padre esemplare) di una brutta Italia. Che a noi non piace.

il nostro premier...

Il nostro premier...

I politici che fanno e votano i condoni edilizi dovrebbe tacere di fronte alle catastrofi ambientali “annunciate”. Dopo il primo condono Craxi, padrino politico dell’attuale premier (primo condono: L.47 del 28.02.1985) sono seguiti solo i condoni dei governi Berlusconi (secondo condono: art.39 L.724 del 23.12.1994; terzo condono: art.32 L.326 24.11.2003). Berlusconi specula sulle tragedie per racimolare consenso. Siccome però ci sono i morti, bisogna tacere l’indecenza di questa cattiva politica e di chi la rappresenta al meglio  e soprassiediamo sul celebre Piano casa (cassato dal terremoto in Abruzzo, in pratica) che prevedeva aumenti indiscriminati di cubature del 20%.

C’è un limite a tanta indecenza politica che fa piangere per voti e razzolare male ad ogni prima occasione buona per premiare furbi e trasgressori???

Badolato, 4 ottobre 2009

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